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Una doccia fredda per Marissa
Marissa Mayer può ancora salvare Yahoo?

A distanza di due anni dalla sua nomina a CEO, la luna di miele tra Marissa Mayer e Yahoo! sembra essere arrivata al capolinea. I ricavi deludono, i costi superiori a quello che secondo gli analisti è il livello sostenibile dalla compagnia. Intanto cresce il malcontento degli investitori e per qualcuno la Mayer è improvvisamente diventata un «problema».

Marissa Mayer, CEO di Yahoo! dal 2012.

Yahoo!: uno dei pionieri del World Wide Web che non sembra più in grado di contrastare la concorrenza.
Cinque CEO in appena cinque anni, andamento azionario tra lente risalite e repentine discese, un’offerta di prodotti che non convince più come un tempo. E dopo l’euforia iniziale Marissa Mayer è improvvisamente diventata un «problema».

Quando a luglio del 2012 Marissa Mayer venne nominata CEO di Yahoo la stampa di mezzo mondo gridò al miracolo. Donna, 37 anni, in dolce attesa, scelta alla guida di uno dei giganti storici del Web: il profilo perfetto per provare a rilanciare, almeno a livello d’immagine e con buona pace del femminismo più spicciolo, una società che da troppo tempo sembrava incapace di focalizzarsi su obiettivi di business in grado di reggere le bordate della concorrenza.

All’epoca, l’aria che tirava su Yahoo non era delle migliori. A dire il vero, dopo l’esplosione della bolla della “dot” economy e l’entrata in scena di Google, per Yahoo le cose avevano cominciato a girare nel verso sbagliato già da molto tempo prima. A dicembre del 1999 per acquistare un’azione Yahoo servivano più di 108 dollari. Un’anno dopo ne bastavano appena 4. Nel 2009 si sparse la voce che Microsoft era interessata all’acquisto della società. Pur di racimolare qualche spicciolo, gli investitori cominciarono a fare pressioni sul management per spingerlo verso la vendita totale o almeno di una quota maggioritaria della società al colosso del software di Redmond. La proposta di Microsoft fissava a un prezzo massimo di 33 dollari per azione i termini dell’accordo. Dopo settimane di trattativa, l’ipotesi fu bocciata e rispedita al mittente. Il mercato non gradì e nel giro di qualche mese le azioni dimezzarono il loro valore, finendo sotto i 14 dollari.

Dall'euforia iniziale al crollo nel 2001 della "dot" economy: l'andamento delle azioni Yahoo! dal 1995 ad oggi

12 Aprile 1996: Yahoo! sbarca al Nasdaq di New York. Nel giorno della IPO le azioni balzano da 1,2 dollari a 33 dollari con un aumento del +270% rispetto al loro prezzo di apertura.

Nel giro di tre anni toccheranno il loro massimo storico di 108 dollari (+7760% del loro prezzo iniziale).

1996 Aprile
1998 Dicembre
1999 Dicembre
2000 Agosto
2000 Novembre
2001 Gennaio
2001 Settembre
2004 Gennaio
2005 Dicembre
2008 Novembre
2014 Gennaio
2014 Agosto
1,2 $
29,6 $
108,1 $
67,1 $
20,4 $
14,2 $
4,3 $
24,4 $
43,2 $
11,5 $
40,1 $
35,6 $
31 dicembre 1999Durante il picco della speculazione della "dot" economy, le azioni superano i 108 $ per poi sgonfiarsi, nel giro dei successivi 12 mesi, andando a toccare il minimo storico di 4,3 $ a settembre 2001.
Fonte: Google Finance.
Nel 2011, mentre era in viaggio per New York, una telefonata partita dalla costa occidentale degli Stati Uniti, informò l’amministratore delegato d’allora, Karol Bratz, che era stata appena licenziata. Lei non la prese affatto bene: «quelli di Yahoo mi hanno fottuta», dichiarò ventiquattro ore dopo durante un’intervista a Fortune. Di sicuro, gli scarsi risultati ottenuti durante i due anni della sua gestione non le erano stati d’aiuto per mantenere al caldo la poltrona più a lungo.

Dopo un breve periodo a interim di Tim Morse, a gennaio del 2012 toccò a Scott Thompson prendere il posto della Bratz. Thompson sembrava il classico ragazzotto dall’aria sicura e affabile in grado di rimettere in corsa la giostra. Aveva maturato una lunga esperienza come Presidente di PayPal dove dal 2005 al 2012 aveva contribuito in maniera significativa alla crescita del business e dei ricavi: «con Scott Thompson all guida di uno straordinario team di persone orientato a realizzare prodotti innovativi e una coinvolgente esperienza del cliente, il futuro di Yahoo! è luminoso». Non si sarebbero potuti sbagliare di più.

A marzo, poco dopo la sua nomina, Thompson annunciò un piano di ristrutturazione lacrime e sangue che prevedeva il taglio del 14% della forza lavoro di Yahoo!. Purtroppo per lui un’inaspettata doccia fredda lo raggelò prima che potesse capire dove diavolo fosse finito. Il 3 maggio, con una lettera inviata al board di Yahoo! e poi diffusa alla stampa, Dan Loeb, investitore e CEO di Third Point lo accusò di aver dichiarato nella sua biografia ufficiale e nei documenti consegnati alla Security and Excange Commission una laurea in “computer science” mai conseguita. Lo scandalo montò rapidamente e la stampa fu inclemente. Due settimane più tardi, a 130 giorni esatti dal suo insediamento, con un laconico comunicato, Yahoo annunciò che Thomspon aveva lasciato la società per motivi di salute, portandosi a casa una buonuscita di 7,3 milioni di dollari.

Yahoo!: la timeline dei Chief Executive Officer dal 1995 ad oggi

Nel gennaio del 1994 Jerry Yang and David Filo, studenti dell'Università di Stanford, creano la "Jerry's Guide to the World Wide Web". Due mesi più tardi la guida cambierà nome in "Yahoo", acronimo di "Yet Another Hierarchical Officious Oracle" e diventerà in breve tempo uno dei marchi storici del World Wide Web.

Timothy
Koogle
1995-2001
Nel marzo 1995 Yahoo! diventa Yahoo! Inc. Ad Agosto Timothy Koogle viene nominato primo CEO della società.
Terry
Semel
2001-2007
Jerry
Yang
2007-2009
Il 18 giugno 2007, Jerry Yang, co-fondatore di Yahoo!, diventa CEO della società. A gennaio 2012, dopo mesi di forti pressioni e aspre critiche da parte di executive, investitori e shareholder,sarà costretto a lasciare definitivamente la società.
Carol
Bartz
2009-2011
Tim
Morse
2011-2012
interim
Scott
Thompson
2012
Thompson viene nominato CEO di Yahoo! a gennaio 2012. A marzo annuncia un piano di tagli che prevede la riduzione del 14% della forza lavoro della società. Sarà costretto a dimettersi a maggio dello stesso anno a causa di una laurea in "computer science" dichiarata ma mai conseguita.
Ross
Levinsohn
2012
interim
Marissa
Mayer
2012
In carica
A luglio 2012, Marissa Mayer, ex executive di Google, viene nominata CEO e Presidente di Yahoo!
La stella di Marissa Mayer ha iniziato a brillare con insistenza nello sfavillante firmamento della Silicon Valley nel 2008. Da quel momento in poi la sua scalata è stata rapida e costellata da una copertura mediatica da far invidia ai più sdoganati personaggi dello show business internazionale. Un curriculum immacolato come executive di Google, tra i primi venti dipendenti storici del gigante di Mountain View, cervello dietro l’interfaccia minimale dell’home page del motore di ricerca e del servizio di posta Gmail: la storia della Mayer ha riempito copertine e alimentato fiumi di articoli su riviste di ogni genere, da quelle di settore come Forbes e Bloomberg fino a quelle più fashion come Cosmopolitan e Vogue. Nel 2012 è stata consacrata al quattordicesimo posto nella classifica delle 50 donne più potenti e influenti al mondo secondo l’annuale classifica stilata da Fortune.

Marissa Mayer
CEO di Yahoo!
Nel 2012 è stata consacrata al quattordicesimo posto nella classifica delle 50 donne più potenti e influenti al mondo secondo l’annuale classifica stilata da Fortune.

Tutte la acquisizioni e le fusioni di Yahoo! sotto la guida di Marissa Mayer

La prima acquisizione di Yahoo! risale a settembre del 1997 quando acquistò il motore di ricerca Net Controls per 1,4 milioni di dollari. Ad aprile del 1999, con una delle acquisizioni più costose della storia della società, Yahoo! inglobò Broadcast.com per 5,7 miliardi di dollari e, a maggio dello stesso anno, il servizio di web hosting GeoCities per altri 3,6 miliardi.

Nell'arco di 15 anni, da settembre 1999 a luglio 2014, Yahoo! ha operato 106 acquisizioni di cui 40, ovvero più di un terzo del totale (pari a 2 miliardi di dollari d'investimenti), nell'arco degli ultimi due anni da quando la Mayer è a capo della società.

Stamped
OnTheAir
Snip.it
Alike
Jybe
Summly
Astrid
GoPollGo
MileWise Studio
Loki Studios
Tumblr
Playerscale
GhostBird
Rondee
Bignoggins
Qwiki
Xobni
Ztelic
Lexity
Rockmelt
IQ Engines
Hitpost
Bread
LookFlow
SkyPhrase
Ptch
EvntLive
Quik.io
PeerCDN
Aviate
SPARQ
Cloud Party
Tomfoolery
Incredible Labs
Wander
Distill
Vizify
Blink
PhotoDrive
RayV
Flurry
25 ottobre 2012
4 dicembre 2012
22 gennaio 2013
12 febbraio 2013
20 marzo 2013
25 marzo 2013
1 maggio 2013
9 maggio 2013
9 maggio 2013
10 maggio 2013
17 maggio 2013
23 maggio 2013
12 giugno 2013
13 giugno 2013
2 luglio 2013
2 luglio 2013
3 luglio 2013
18 luglio 2013
31 luglio 2013
2 agosto 2013
23 agosto 2013
30 settembre 2013
11 ottobre 2013
23 ottobre 2013
2 dicembre 2013
3 dicembre 2013
6 dicembre 2013
9 dicembre 2013
17 dicembre 2013
7 gennaio 2014
21 gennaio 2014
24 gennaio 2014
28 gennaio 2014
30 gennaio 2014
11 febbraio 2014
13 febbraio 2014
5 marzo 2014
13 maggio 2014
10 giugno 2014
12 giugno 2014
21 luglio 2014
$6.000.000
$6.000.000
$10.000.000
$10.000.000
$10.000.000
$30.000.000
$1.100.000.000
$50.000.000
$40.000.000
$35.000.000
$6.500.000
Con queste premesse, non era difficile aspettarsi che la sua nomina a CEO di Yahoo! venisse celebrata universalmente con il tipico trionfalismo riservato ai personaggi di un certo calibro, anche se più di qualcuno ha mormorato malignamente che la scelta di lasciare Google fosse dettata prevalentemente da un unico motivo: «in Google, per lei non c’erano più stanze disponibili».

Ma le storie belle, si sa, durano poco e così, a due anni di distanza dal suo ingresso nel board della società, molti investitori e analisti hanno iniziato a nutrire seri dubbi sulla sua capacità di trainare il business e i ricavi di Yahoo che, alla luce dei risultati presentati nell’ultima quadrimestrale di giugno 2014, continuano a mostrare un trend negativo rispetto a un anno fa. Il 29 luglio scorso, dalle pagine di Forbes, Erick Jackson, fondatore e managing partner del fondo Ironfire Capital ha pubblicato un lungo e dettagliato articolo dai toni tutt’altro che teneri: «Come si risolve un problema come Marissa?».

L’accusa si allarga su più fronti che vanno dalla delusione generale degli investitori per le performance della Mayer come CEO, alla mancata crescita dei ricavi, fino alle critiche sulla sua politica in merito di acquisizioni e fusioni. In tutta la sua storia, dal 1997 a oggi, Yahoo ha effettuato 106 operazioni tra fusioni e acquisizioni di nuove società di cui 40, ovvero oltre un terzo del totale, solo negli ultimi due anni con la Mayer in carica. Il costo degli investimenti sostenuti ha superato i 2 miliardi di dollari che però non pare abbiano avuto alcun impatto positivo nel business che, al contrario, ha continuato progressivamente a deteriorarsi. Con oltre 1,1 miliardi di dollari spesi, Tumblr è stata l’acquisizione più costosa dell’era Mayer, mentre Summly la più discussa e criticata.

«Se tutte queste acquisizioni fossero state rivolte a portare in Yahoo dei nuovi talenti, così come sostenuto dal management, perché mai si è ritenuto opportuno dover spendere 30 milioni di dollari per assumere tre persone da una società morente? Era davvero questo il modo migliore per spendere il capitale dei suoi investitori e shareholder? Yahoo! non dovrebbe essere responsabile del salvataggio dei Venture Capitalist dai loro investimenti fallimentari».

Summly e l’altra faccia della storia dietro l’acquisto milionario di Yahoo!

A marzo 2013 Yahoo! ha acquistato Summly per 30 milioni di dollari, un app per iOS che estrapola automaticamente da un testo molto lungo un sommario di senso compiuto di 400 caratteri. Il fondatore è Nick D’Aloisio, 17 anni.

Su questa acquisizione però non è stato detto proprio tutto. O forse l’intera vicenda ce l’hanno venduta edulcorando la pillola quel tanto che serve per donargli un certo alone di misticismo utile per tutt’altri scopi. Il giovane Nick D’Aloisio viene sempre citato col cognome della mamma ma in realtà il nome completo del genietto è Nicholas D'Aloisio Montilla. Il papà del ragazzo è Lou Montilla, Vice President Commodities Trading Business di Morgan Stanley. La tecnologia su cui si basa Summly non l’ha inventata D’Aloisio ma è di proprietà di SRI International, un colosso che opera nella ricerca e sviluppo, che guarda caso «ha lavorato a stretto contatto col team di Summly per creare l’applicazione». Nel video di presentazione di Summly, accanto a D’Aloisio compare un signore che pochi in Italia conosceranno: è Stephen Fry, popolare attore noto soprattutto in Inghilterra che, guarda caso, ha anche investito in Summly.

Se non bastasse tutto ciò per ridimensionare il miracolo del piccolo D’Aloisio c’è di più. Molto di più. Prima di orbitare nella galassia di Yahoo!, alle spalle di Summly c’era già Horizon Ventures, un colosso che opera nel settore del venture capital americano da vent’anni. Tra gli angels investors e gli advisor di Summly figurano personaggi tutt’altro che sconosciuti: Aviv Nevo (venture capitalist e azionista di maggioranza di Time Warner), Joshua Kushner (fondatore della società d’investimenti Thrive Capital), Matt Mullenweg (fondatore di Wordpress), Joanna Shields (CEO di Tech City Investment Organization), Mark Pincus (fondatore di Zynga), Brian Chesky (CEO di Airbnb), Shakil Khan (capo dei progetti speciali di Spotify), Troy Carter (CEO of Coalition Media Group), Ashton Kutcher (noto attore e investitore della Silicon Valley), Yoko Ono e tanti altri.

Insomma, quello dov'è nato Summly sembrerebbe un “garage” piuttosto affollato. La compagnia di quelle che a diciassette anni non si trovano bevendo un'aranciata negli spogliatoi della scuola calcio del paese. Uno sguardo alla pagina dell’Executive Team di Summly e anche qui saltano all’occhio nomi di spicco. A partire dal Chairman, Bart Swanson che in passato ha ricoperto il ruolo di managing director di EMI Music, COO di Badoo, executive di Amazon e parecchio altro ancora. Tradotto in termini pratici significa che a Summly non mancavano certo i capitali e i canali per ottenere visibilità.

Quella di Summly pare tanto non essere proprio la sensazionale storia che tutti abbiamo sentito. Qualcuno ha malignamente definito il giovane D'Aloisio il “Kim Kardashian del mondo geek”. Se vi state chiedendo perché Yahoo! abbia speso 30 milioni di dollari per Summly, forse la risposta potrebbe essere semplice. Yahoo! sta affondando in un pantano. Marissa Mayer le sta provando tutte per risollevare l’immagine sbiadita del portale ma i risultati del suo operato sono piuttosto discutibili. L'acquisizione di Summly da parte di Yahoo! è parsa più un’operazione d’immagine che di sostanza. Come a dire stiamo facendo investimenti per rimetterci in carreggiata. Peccato che oggi, a più di un anno di distanza e due miliardi spesi tra fusioni e acquisizioni, nessuno ci creda più.

Un tesoretto di 5 miliardi di dollari dall’imminente offerta pubblica di acquisto di AlibabaYahoo Hoards More Alibaba Shares in IPOAlibaba Plans IPO for After Labor DayAlibaba Seen Offering IPO Discount to Avoid Listing Flop

Per la Mayer, settembre sarà un mese rovente. Forse l’ago della bilancia che determinerà il suo futuro alla guida di Yahoo!. Per la seconda metà del mese è infatti prevista l’offerta pubblica di acquisto di Alibaba, il colosso cinese dell’e-commerce che nel 2012 ha incassato 170 miliardi di dollari, più di quanto non abbiano fatto nello stesso anno eBay e Amazon nel loro complesso. Le previsioni stimano che l’IPO di Alibaba sarà in grado di polverizzare ogni record storico: secondo la sua ultima valutazione, il portale vale 130 miliardi di dollari e con lo sbarco in borsa potrebbe guadagnare una cifra di gran lunga superiore ai 20 miliardi di dollari.

Con il 22% di quote di capitale investito, Yahoo! è il secondo azionista di Alibaba dopo il colosso delle telecomunicazioni giapponese SoftBank. La vendita di parte della propria quota azionaria porterebbe nelle sue casse un’iniezione di liquidità di oltre 5 miliardi di dollari, di cui circa la metà saranno spesi in nuove acquisizioni: «la Mayer si prepara ora a spendere ulteriori 2,75 miliardi di dollari tra fusioni e acquisizioni grazie alla vendita delle azioni Alibaba: perché dovremmo aspettarci che stavolta le sue decisioni saranno indirizzate in modo migliore di quanto non abbiano fatto i 2 miliardi già spesi?».

Andamento ricavi trimestrali Yahoo! periodo dicembre 2010 - giugno 2014

Il risultato dei ricavi della trimestrale di giugno 2014 è il più basso degli ultimi cinque anni.

1,525 miliardi $
31 dicembre 2010
1,084 miliardi $
30 giugno 2014
Fonte: Google Finance.
Intanto, tra i vari rumors, si rifà strada la voce di un’acquisizione di Yahoo! da parte di un player esterno, un’ipotesi che sembrerebbe più un auspicio da parte degli investitori per uscire dal pantano che una strada percorribile nel breve periodo. Allo stato attuale, la valutazione del core business di Yahoo! si aggira, in negativo, intorno ai 4 miliardi di dollari. In altre parole, chiunque volesse metterci le mani, avrebbe un potere contrattuale tale da potersi portare a casa il cuore del marchio senza sborsare un centesimo.

La situazione è ulteriormente aggravata da altri due fattori di non poco conto: il primo riguarda le previsioni sulle stime di crescita che per il 2014 e il 2015 saranno soggette rispettivamente a una contrazione del 6,5% e 7% rispetto a quanto inizialmente stimato; il secondo, l’eccessiva struttura dei costi che pesano come un macigno sui bilanci di Yahoo! e costituirebbero, ai livelli attuali, uno dei maggiori freni allo sviluppo del business. A fine 2012, dopo un primo intervento di tagli, l’organico si era assestato intorno alle 11.700 unità. Ad oggi è di nuovo salito oltre le 12.200, più del doppio del livello ottimale che, secondo gli analisti, la struttura dei costi della compagnia sia in grado di sostenere.

Introduzione a Rezeer

Alcune strade non è affatto facile imboccarle. Allo stesso modo non è per niente semplice spiegare i motivi per cui a un certo punto si è scelto d'intraprendere un percorso piuttosto che un altro.

Quando all'inizio dell'anno ho chiuso Woork Up la reazione di tantissimi lettori è stata "ma perché?". All'epoca quel blog aveva raggiunto uno dei picchi più alti di popolarità di tutta la sua storia e, paradossalmente, ho ritenuto che fosse proprio quello il momento più adatto per mettere un punto definitivo che ne segnasse la fine. Woork Up è stato tante cose. Ha rappresentato per sette anni, dal 2007 in poi, l'espressione di tutto quello che ho voluto fare in diversi momenti della mia vita: è stato un'ispirazione, uno sfogo, una passione dal quale non è stato per niente semplice staccarsi di punto in bianco. La verità è che a un certo punto ho sentito il bisogno di respirare aria nuova, di fare dell'altro e ricominciare, senza sapere esattamente come, qualcosa di nuovo. Ho camminato finché mi sono trovato davanti a una strada senza uscita. Non ho potuto far altro che voltarmi indietro e cercare di capire quale fosse stato il bivio in cui avessi preso la svolta sbagliata. Non sempre le cose funzionano. Ci vuole più coraggio per ammetterlo a se stessi che non agli altri ma, a posteriori, è questo il bello di provarci: puoi sempre guardare avanti e concederti una nuova opportunità.

Rezeer sarà un blog d'approfondimento organizzato in singole uscite, ciascuna delle quali tratterà di volta in volta un argomento specifico su varie tematiche. Sarà un contenitore d'informazioni che farà della lentezza una sua caratteristica peculiare, lontano dalla logica della notizia "mordi e fuggi" figlia della rapidità che impone la natura della comunicazione sul Web. Per provare a mantenere un certo il livello delle conversazioni, la partecipazione all'interno della community sarà riservata solo agli utenti registrati e identificati da un nome e cognome. A breve sarà disponibile un'ulteriore livello sociale che consentirà agli utenti di inserire e condividere notizie sulla piattaforma.

Non vi nascondo l'emozione e la curiosità sulle possibili modalità con cui questo blog potrà evolversi col tempo. So già che la strada sarà in salita, richiederà tempo e dedizione ma sarà comunque entusiasmante. Perché è di questo che in fondo abbiamo bisogno: entusiasmarci ogni volta che facciamo qualcosa, così, anche se le cose non vanno sempre come vorremmo, è l'unico modo per farsi coraggio e ricominciare.
83 Reazioni
3
Finalmente Rezeer è online. Questo primo "numero" non è solo l'inizio di una nuova avventura ma anche un test per una verifica più spinta delle funzionalità della piattaforma. Chiedo a tutti voi lettori di fornirmi indicazioni su spunti utili ed eventuali malfunzionamenti. Tra qualche giorno come annunciato poco sopra, sarà attivo anche un ulteriore strato sociale che consentirà a tutti la pubblicazione di notizie. Nel frattempo vi invito a provare... Altro...
10 Aug 2014 alle 14:53 Rispondi Mi piace 18
4
Penso che Yahoo! sia un Colosso del Web troppo attaccato ad un passato, paradossalmente, giusto. Tra Acquisizioni e Fusioni, cerca di proporre costantemente delle novità per tutti i propri utenti; ma è proprio questo il problema: il Web ha sempre dimostrato che i progetti originali e ambiziosi durano sempre per un periodo relativamente breve, e che, in men che non si dica, finiscono Irrecuperabilmente nel Profondo Oblio. Penso quindi che... Altro...
10 Aug 2014 alle 14:56 Rispondi 1 Mi piace 1
69
@Francesco grazie mille. Spero possa davvero rappresentare qualcosa di nuovo nel panorama dell'editoria online italiana.
17 Aug 2014 alle 15:42
6
Per ora mi limito a commentare il nuovo sito e la nuova grafica...beh, che dire, stupenda! Avevo sempre pensato che una rivista cartacea potesse essere trasformata in una online (intendo visivamente parlando) però non ho né le competenze né le idee per fare tutto ciò. Davvero fantastico questo reezer, grande Antonio!
10 Aug 2014 alle 15:14 Rispondi Mi piace 3
8
@Francesco Pistore grazie. Spero che i contenuti saranno all'altezza di quello che vi aspettate.
10 Aug 2014 alle 15:18 Rispondi Mi piace 2
10
Articolo approfondito e dettagliato. Mi piacciono le grafiche che di tanto in tanto alleggeriscono il testo. Sicuramente, come accenni nella descrizione di Rezeer, la "lentezza" è un ostacolo per chi vuole leggere un articolo in 2 minuti ma allo stesso tempo è qualcosa che ancora non è presente nel web italiano (almeno gratis) e incentiva all'approfondimento. Lo stile mi ricorda vagamente "The Information". Anyway, Like it!
10 Aug 2014 alle 15:21 Rispondi Mi piace 1
11
Graficamente e tecnicamente il nuovo rezeer funziona a meraviglia: caricamento istantaneo e condivisione effettuata senza alcun problema su tutti i social. Per commentare il contenuto del tuo articolo mi prenderò una pausa caffè appena possibile. L'anno 2014 ti porterà fortuna e molto altro :)
10 Aug 2014 alle 15:22 Rispondi Mi piace 5
12
Se tutti i tuoi articoli saranno cosi, diventerà più letto del blog di Beppe Grillo ! La qualità è tangibile !
10 Aug 2014 alle 15:22 Rispondi Mi piace 4
13
Complimenti e ben tornato, ho sentito la tua mancanza!
10 Aug 2014 alle 15:41 Rispondi Mi piace 4
14
@Riccardo Scandellari graziedi cuore! Vediamo come evolverà!
10 Aug 2014 alle 15:48 Rispondi Mi piace 2
17
Ha funzionato tutto benissimo, niente da dire perché è veramente fatto bene. Ho notato una piccola cosa: nei commenti non riesco a mandare a capo il testo, se premo shift + invio me lo pubblica (di solito invece nelle altre piattaforme va a capo). Niente di grave insomma :)
10 Aug 2014 alle 15:55 Rispondi 1 Mi piace 1
133
@Giorgio Tave è voluto: serve per velocizzare le interazioni degli utenti, così come su Facebook. Il bottone “pubblica” nei commenti riduce del 60% la probabilità che un’utente pubblichi un commento.
18 Aug 2014 alle 18:47
19
Felice di (ri)leggerti! :-)
10 Aug 2014 alle 16:00 Rispondi Mi piace 1
20
@Alessandro Cosimetti grazie di cuore Alessandro. Ora la vera "sfida" sarà quella di pubblicare contenuti di qualità.
10 Aug 2014 alle 16:06 Rispondi Mi piace
21
Ottimo contenuto e complimenti per la piattaforma.
10 Aug 2014 alle 16:10 Rispondi Mi piace 1
24
Ottimo inizio! Sistemerei solo il: "Ultima Uscita N. 1 " in testa, ma complimenti davvero!
10 Aug 2014 alle 16:24 Rispondi Mi piace
25
Ottima piattaforma e ottimi contenuti! Ben tornato :) Quanto a Yahoo!... La vedo dura. Nemmeno la Meyers è riuscita ad imboccare una strada ben precisa. In sostanza ancora oggi, nel 2014, il portale non sembra essere così diverso da ciò che era nel 1999. La scommessa è quella di "riconvertire" Yahoo! in qualcos'altro che non sia un portale - ormai genere obsoleto.
10 Aug 2014 alle 16:25 Rispondi Mi piace 1
26
@Michele Adduci servirà per identificare l'ultima uscita quando ce ne saranno altre... è fatto apposta. Comparirà anche la precedente e la successiva di quella che l'utente sta sfogliando.
10 Aug 2014 alle 16:27 Rispondi Mi piace 1
27
Mi piace moltissimo il tuo nuovo rezeer e mi piace questo articolo approfondito su Marissa Mayer, a dimostrazione che non basta essere donna, giovane e bionda per fare anche un ottimo lavoro, ci vuole di più a prescindere dal genere. L'unica cosa che mi inquieta nei commenti è che l'immagine mi si allarga come in televisione, noooo da ti prego sistemala, qui si la questione di genere si fa sentire ;)
10 Aug 2014 alle 16:41 Rispondi Mi piace
28
Quale sarà la frequenza di pubblicazione? Ci saranno più articoli in una uscita o sarà sempre focalizzata su un singolo? Ps: io ho BISOGNO della possibilità di andare a capo... Rende più puliti e leggibili commenti lunghi!
10 Aug 2014 alle 17:01 Rispondi 1 Mi piace
68
@Giorgio Bonfiglio sulla frequenza al momento non so darti tempistiche. Sull'andare a capo... posso pensarci.
17 Aug 2014 alle 15:42
29
@Alessia Tramontana è un problema dell'import dell'immagine da Facebook... quando la salva non viene fatto il "crop" delle dimensioni di un quadrato. Provvedo subito a sistemarlo.
10 Aug 2014 alle 17:01 Rispondi Mi piace 2
31
Grazie caro :)
10 Aug 2014 alle 17:05 Rispondi Mi piace
32
In bocca al lupo per la nuova avventura, sperando di poter leggere articoli a me graditi, ma come sempre scritti bene.
10 Aug 2014 alle 17:11 Rispondi Mi piace 1
33
Outstanding, come sempre. Sono in pochi a capire l'enorme lavoro che sta dietro a siti come questo...Complimenti.
10 Aug 2014 alle 18:01 Rispondi Mi piace 1
34
Già lo sai cosa penso. Questo è solo un commento di prova: *Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident,... Altro...
10 Aug 2014 alle 18:17 Rispondi Mi piace 1
35
Bello che sia tornato Antonio Lupetti! La strada dello slow-reading è l'unica percorribile in un mare magnum fatto di pseudo-informazione mordi e fuggi. Questo è l'approfondimento di cui il web ha maledettamente bisogno! anche su http://www.anitaliantale.it da qualche mese abbiamo preso la stessa direzione: sarebbe bello trovare un punto di incontro, per mostrare che "si può fare qualcosa di davvero diverso". Non credi?
10 Aug 2014 alle 18:38 Rispondi Mi piace 1
38
Il panorama dell'editoria online sta tristemente volgendo verso il basso, sono contento che tu abbia deciso di iniziare questo progetto. I tuoi contenuti sono sempre stati pregevoli e anche se a volte non condividevo la tua visione è comunque sempre stata una posizione ragionata e approfondita, un modo qualitativo per iniziare una discussione. Buon lavoro e in bocca al lupo!
10 Aug 2014 alle 19:09 Rispondi 1 Mi piace 3
92
Grazie di cuore Mattia. Spero che Rezeer possa fare la differenza.
17 Aug 2014 alle 19:08
39
Bello davvero. Mi piace ritornare a leggere approfondimenti di questo tipo è mi piace l'idea che sia "lento" cosi da non dover essere messo tra i tanti feed della giornata per "buttarci un occhio" ma quando uscirà la nuova edizione so che mi dedicherò 15 min per arrivare fino in fondo e godermelo. Bella la struttura insolita, i contenuti misti ad infografiche sembrano farsi da trampolino l'uno per l'altro. Se... Altro...
10 Aug 2014 alle 20:33 Rispondi 1 Mi piace 3
72
@Riccardo Rodella Grazie mille Riccardo!
17 Aug 2014 alle 15:43
41
In bocca al lupo Lupetti!
10 Aug 2014 alle 21:43 Rispondi Mi piace 1
42
complimenti! questo è davvero un bel progetto che supera la superficialità che sempre più caratterizza il web. buon lavoro!
11 Aug 2014 alle 06:14 Rispondi 1 Mi piace 1
96
Caro Antonio grazie mille! Spero davvero che possa crescere nella direzione che mi auguro.
17 Aug 2014 alle 20:29
43
Se il buongiorno si vede dal mattino... buongiorno Antonio! :)
11 Aug 2014 alle 06:18 Rispondi Mi piace 1
45
Ben tornato. Mi piace soprattutto l'idea di riproporre visivamente il concetto di rivista cartacea. Ho solo una domanda che in relatà è una curiosita. Perchè hai scelto questo articolo per l'esordio e non un editoriale dove spieghi Rezeer? Grazie mille ;)
11 Aug 2014 alle 07:12 Rispondi Mi piace
46
Bello, approvo sia il design sia la filosofia.
11 Aug 2014 alle 10:19 Rispondi Mi piace 1
47
Complimenti, impaginazione perfetta e contenuti per cui vale la pena spendere 15-30 minuti del proprio tempo a leggerli. Inoltre sono d'accordo con @Antonio Catalani, questo sito fa la differenza.
11 Aug 2014 alle 18:07 Rispondi Mi piace 1
50
Complimenti e buona fortuna @Antonio Lupetti. @Mirko Saini concordo che l'idea di riproporre visivamente l'impaginazione di una rivista cartacea è bella ed allo stesso tempo una coraggiosa voglia di cambiare il modo di guardare il web e di leggere. Per tornare al tema dell'articolo Yahoo è arrivato ad un punto di possibile non ritorno? Può succedere. Invece di "ingrassare" continuando a fare acquisizioni, dovrebbe "dimagrire" specializzandosi in quello che riesce... Altro...
11 Aug 2014 alle 19:14 Rispondi Mi piace 1
51
grande Antonio! welcome back!
12 Aug 2014 alle 07:42 Rispondi Mi piace 1
52
Ammetto, non ti conoscevo. Interessante però, inizierò a leggerti! Buon lavoro!
12 Aug 2014 alle 12:31 Rispondi Mi piace 1
53
Tutto straordinariamente perfetto! Complimenti! Ah forse solo la favicon...
12 Aug 2014 alle 15:14 Rispondi 1 Mi piace 1
74
Hai ragione... la favicon... sempre all'ultimo!
17 Aug 2014 alle 17:15
55
bentornato
12 Aug 2014 alle 16:48 Rispondi Mi piace 1
57
Finalmente mi sono preso del tempo per leggere l'articolo... che avrebbe potuto essere anche più lungo, stile appunto The Economist. Bello e interessante. Credo che il problema di Yahoo sia che non ha un'identità di marca e la Mayer non ha fatto niente per dargliela, ma ha solo cercato di creare buzz a destra e a manca (risultato scarso e di breve durata).
13 Aug 2014 alle 19:01 Rispondi Mi piace 1
58
Welcome back, Antonio :-)
14 Aug 2014 alle 11:11 Rispondi 1 Mi piace 2
67
@Gabriele Costamagna Grazie Gabriele!
17 Aug 2014 alle 15:41
60
Antò, la mia 'reaction' è come sempre violenta, considerata la stima che ho per i tuoi progetti. Resto curioso in attesa di vedere la versione responsive di questo capolavoro (tale lo reputo) e naturalmente di tutte le prossime evoluzioni. Un abbraccio, Bentornato e Viva Rezeer!
14 Aug 2014 alle 23:46 Rispondi 1 Mi piace 1
70
@Gianluca Riccio Per ora non ci sarà nessuna versione responsive. Come priorità sto lavorando sulle funzionalità principali dello strato sociale. L'eventuale versione mobile sarà sviluppata in una seconda fase. Grazie intanto per la stima.
17 Aug 2014 alle 15:42
62
Il layout è fantastico... mi piace un sacco il mix di testo, immagini e infografiche... L'idea della singola uscita è innovativa ;) ..in bocca al lupo per questa nuova avventura.
15 Aug 2014 alle 13:51 Rispondi Mi piace 1
64
Ho aspettato di tornare dalle vacanze per registrarmi perchè volevo dedicare un po di tempo a questa nuova idea e progetto. Complimenti perché non solo l'idea è ottima, ma anche come è stata realizzata. La formula di una uscita unica monotematica e di qualità manca in un mondo dove si cerca sempre tutto velocemente e spesso ci si ferma alle prime righe di un sito.
15 Aug 2014 alle 15:31 Rispondi 1 Mi piace 1
71
Grazie Roberto!
17 Aug 2014 alle 15:43
82
Complimenti, l'idea dell'uscita monografica è interessante e decisamente in controtendenza rispetto all'ansia da aggregazione che hanno molte testate. In bocca al lupo, non so se hai in mente una versione responsive per smartphone/tablet per rendere ancora più comoda la lettura: mio malgrado le cose che mi interessano ormai le leggo sempre più da un cellulare..
17 Aug 2014 alle 17:40 Rispondi 1 Mi piace 1
83
Luca al momento la versione "responsive" non è tra le priorità perché sto dando la precedenza alle funzioni del sistema che, ti assicuro, già così com'è richiedono un mucchio di tempo per lo sviluppo e il fine tuning. Credo che nel giro di due, tre mesi, però renderò disponibile anche la versione per smartphone e tablet. Al momento, lavorandoci da solo, mi risulta piuttosto complicato.
17 Aug 2014 alle 17:45
85
Alziamo le mani: siamo davanti ad un progetto non interessante, DI PIU'. Complimenti e speriamo bene
17 Aug 2014 alle 18:02 Rispondi 1 Mi piace 1
87
Grazie Johnny, davvero troppo buono :)
17 Aug 2014 alle 18:25
86
Complimenti per il progetto interessante, lo seguirò senz'altro.
17 Aug 2014 alle 18:08 Rispondi 1 Mi piace 1
88
Grazie Giorgio!
17 Aug 2014 alle 18:33
89
Sicuramente Wordpress offre molte possibilità, anche se noi utilizziamo Drupal. Per la scelta dei colori e le varie combinazioni invece nessun cms può fare nulla. Ci vuole style e qui mi sembra ci sia :)
17 Aug 2014 alle 18:35 Rispondi 2 Mi piace 2
90
Grazie Emanuele. Spero davvero che Rezeer possa gettare le basi per un nuovo tipo di editoria online.
17 Aug 2014 alle 18:59
103
Questo tipo di approccio (no news ma solo approfondimenti) ho iniziato a metterlo in pratica dall'ottobre del 2012 nel settore "Elettronica & Tecnologia". La mia esperienza è sicuramente positiva, sia per il modo di lavorare molto più rilassato e quindi più attento e professionale, sia per il riscontro ottenuto. Di news spazzatura è pieno il web e quindi ormai la content curation delle news ognuno se la può fare con i social network.
18 Aug 2014 alle 09:34
97
Lupo. Ti sei superato. Non aggiungo altro.
17 Aug 2014 alle 21:08 Rispondi Mi piace 4
100
stile pulitissimo e un buon payload con Pagespeed. ottimo!
17 Aug 2014 alle 22:14 Rispondi 1 Mi piace 1
117
I tempi di caricamento sono "decorosi": al momento con circa 300 utenti registrati e un'attività "bassa" non mi aspetto grosse criticità. Ad ogni modo i server mediatemple che ospitano rezeer reggono molto bene eventuali picchi. Sono molto soddisfatto del servizio. Se dovesse crescere poi vedremo.
18 Aug 2014 alle 11:57
101
Complimenti Antonio.
18 Aug 2014 alle 06:33 Rispondi 1 Mi piace 1
116
Grazie Massimiliano!
18 Aug 2014 alle 11:56
102
Complimenti per il nuovo Rezeer. Bellissimo progetto, davvero innovativo nel panorama dell'editoria online
18 Aug 2014 alle 07:47 Rispondi 1 Mi piace 1
107
Grazie Lino, spero davvero possa funzionare come modello e soprattutto, attraverso il suo strato sociale, come facilitatore delle conversazioni sulla piattaforma.
18 Aug 2014 alle 10:05
106
Bello, fresco e nuovo. chi ben comincia .... buon lavoro!
18 Aug 2014 alle 09:54 Rispondi Mi piace 1
125
Complimenti per il progetto editoriale e per l'articolo approfondito che hai pubblicato!
18 Aug 2014 alle 13:45 Rispondi Mi piace 1
127
Bentornato Antonio.
18 Aug 2014 alle 16:41 Rispondi 1 Mi piace 1
128
Grazie Mike!
18 Aug 2014 alle 16:45
135
Ho impiegato un po' a leggerti perché la "lentezza" richiede tempo ;) ma continua così, che è tempo che varrà sempre la pena trovare!
19 Aug 2014 alle 09:44 Rispondi 1 Mi piace 1
136
Grazie Davide. Credo che questo approccio sia utile per offrire ai lettori un po' di qualità in più. Spero davvero che Rezeer possa imboccare la giusta direzione.
19 Aug 2014 alle 09:57
141
Veramente un ottimo lavoro.
19 Aug 2014 alle 13:31 Rispondi 1 Mi piace 1
144
Grazie Sergio, molto apprezzato.
19 Aug 2014 alle 15:20
146
COnoscere gli scenari, cosi dettagliatamente approfonditi merita un ... COmplimenti
19 Aug 2014 alle 18:31 Rispondi Mi piace
155
Il bordo rosso era più intrigante, ciò detto, COMPLIMENTI per il progetto, per l'idea e per l'ambizione! :-)
20 Aug 2014 alle 09:10 Rispondi 1 Mi piace 1
156
@luca vero, purtroppo però sui profili "spara" troppo e risulta fastidioso.
20 Aug 2014 alle 09:19
168
Ben tornato Antonio, sentivo la tua mancanza :-) Per quanto riguarda l'impaginazione io lascerei perdere il giustificato, è ormai consolidato che a schermo porta a difficoltà di lettura. complimenti ancora .
13 ore fa Rispondi 1 Mi piace
171
In parte è vero e non mi piace granché, ma lo trovo più ordinato rispetto all'allineamento a sinistra che lascia degli spazi poco armonici. Dove posso ho usato la sillabazione.
9 ore fa
172
Complimenti Antonio! Si sentiva la tua mancanza!
6 ore fa Rispondi 1 Mi piace 1
173
Grazie Elena!
5 ore fa
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